Translate

mercoledì 22 novembre 2017

Cuore di cagna

Non ha un nome, non si conosce l’età, solo si capisce che è giovane.
Una mattina, presto, facendo la consueta prima passeggiata con il mio Cane (di nome e di fatto), ci siamo imbattuti in una graziosa cagnetta nera con le punte delle zampe bianche, come una macchia sul petto e che avevo visto varie volte nella stessa zona, passando da solo. Lei si è avvicinata e ha familiarizzato subito con Cane, non senza venire a cercare affetto da parte mia. Dopo lo scambio di questi convenevoli, abbiamo proseguito il cammino verso casa e lei ci ha seguito. Una volta giunti all’ingresso si è un po’ intimidita ed era incerta se entrare a sua volta o meno, ma non se ne andava. Sono uscito con un biscotto che lei ha timidamente azzannato ed è stata la molla per farla entrare. Pensavo che fosse una situazione momentanea e che il punto dove si è accodata fosse di fronte alla casa in cui viveva. Infatti dopo qualche tempo e ulteriori effusioni, ha fatto capire di volersene andare, pertanto le ho aperto il cancello ed è corsa via. La mattina dopo, uscendo con Cane, ce la siamo trovata seduta davanti al cancello. Si è unita alla passeggiata ed è tornata a casa con noi. Per un po’ di giorni la storia si è ripetuta fino a che non so come e quando, la sua presenza si è fatta sempre più frequente ed ha cominciato anche a mangiare, bere e dormire da noi. Sempre con la clausola che di tanto in tanto manifestasse il desiderio di uscire e sparire per le strade del quartiere o verso la costa, dove a volte incontrandoci durante la passeggiata serale tornava con noi.
Quando è fuori e trova il cancello chiuso, non so come abbia fatto, ma ha scoperto che può intrufolarsi nelle case vicine ed entrare dal tetto per scendere al terrazzo posteriore, in attesa che le venga aperta la porta.
Col tempo ho saputo, andando a vedere se qualcuno sentisse la sua mancanza, mi sono recato alla sua presunta casa dove ho saputo che era solo una zona di transito nei suoi vagabondaggi e le persone che vi abitavano le prestavano cura, dato che era stata abbandonata e pertanto in stato di randagismo. Nemmeno loro sapevano se avesse un nome e che età possa avere. Si sono mostrati contenti che la negretta dividesse la sua presenza e mi hanno detto che se volevo potevo tenerla, ma francamente avendo già un amico quadrupede non volevo prendermi una responsabilità a tempo pieno, poi l’amica era completamente libera e indipendente.
Con la sua indipendenza, però, ha evidentemente scelto, la nostra, come prima casa e la sua presenza è sempre più evidente. Da qualche giorno ha anche preso l’abitudine, quando usciamo con la macchina, di affiancarci, aggrappandosi ai finestrini quando ci arrestiamo e poi seguirci per lunghissimi tratti galoppando come una levriera fino a che per effetto dell’accelerazione, non riesce più a raggiungerci e sfinita, rinuncia all’inseguimento per tornare a casa, dove la ritroviamo al ritorno.
Una manifestazione di affetto a cui non avrei potuto credere se non la avessi provata di persona.

Per la cronaca, ormai ci facciamo carico anche della sua igiene e salute e non le abbiamo dato un nome ufficiale, non ne ha bisogno, capisce e si fa capire seppure non è ubbidiente come un animale addestrato, la chiamiamo con il primo che ci viene in mente: Carolina, Guendalina, Negrita o altri che ci vengono al momento, ma sembra che a lei non interessi avere un’identità fissa.





Scienza e tecnica demenziale

Circola la notizia di una futura “strada a energia indotta” nella quale è posta una corsia che somministra elettricità per induzione per la ricarica delle batterie, di auto a trazione elettrica, durante la marcia.

Ma non sarebbe più facile ed economico costruire auto elettriche con alimentazione fotovoltaica?

Ciak, si gira, scena 39

La 39ma edizione del Festival del Nuovo Cine Latinoamericano accenderà i proiettori dall’8 al 17 dicembre con oltre 1200 pellicole partecipanti, una vera sfida in soli 10 giorni. Il materiale è composto da lungo, medio e corto metraggi, documentari e animati. Come sempre, le pellicole devono essere prodotte in America Latina o devono avere un contenuto inerente al Continente.

domenica 19 novembre 2017

Scienza senza barriere, o...?

Scienza, fantascienza o bufalescienza? È stato reso noto che in Cina si è effettuato il primo trapianto di testa umana. Peccato non abbiano utilizzato Trumpone, aproffittando della sua visita, come cavia.

giovedì 16 novembre 2017

Tanti auguri!

Il 16 novembre, la Città di San Cristóbal de La Habana compie i suoi primi 498 anni da quando si è insediata nel suo dito definitivo, sulla costa nord occidentale. Non mancheranno i tradizionali tre giri attorno alla “ceiba” della Plaza de Los Capitanes Generales. Felicidades!

mercoledì 15 novembre 2017

Lutto Nazionale

Immagino le scene di cordoglio e disperazione che hanno pervaso lo Stivale, dal Sud Tirolo, alla Padanìa, Roma ladrona, il Tacco, Calabria Saudita e Isole, per l’eliminazione degli Azzurri dal Mondiale di Calcio “Russia 2018”.

Pur essendo milanese (modestamente lo nacqui), non avendo statistiche e non essendo superstizioso, ho comunque l’impressione che il mitico Stadio Meazza, già di San Siro che tante glorie ha dato a Inter e Milan, non porti eccessiva fortuna alla nostra Nazionale. Che facciamo? Gli scongiuri o la prossima volta cambiamo sede per una partita delicata?

sabato 11 novembre 2017

Editori, vil razza dannata!

Risulta che dalle statistiche dei mesi di luglio e agosto scorsi non ci sono state  vendite del libro “Rinascita del turismo a Cuba – Vista da un italiano”, sia nell’edizione italiana che in quella spagnola, in PDF o stampato da Amazon.
Il libro è stato pubblicato a fine giugno e non pretendo che sia un best-seller, ma la cifra 0 mi ha creato qualche dubbio, infatti un’amica cubana residente in Italia mi ha detto di averne comprate 3 copie stampate da Amazon che le sono state consegnate il 17 luglio. Mi ha scritto subito felicitandomi, ma un po’ delusa in quanto le foto erano in bianco e nero, cosa che ho segnalato e dopo diversi solleciti, recentemente, l’Editrice mi ha detto di star facendo modificare la “piattaforma” e le foto saranno a colori con relativo aumento del prezzo di copertina. Avendo fatto notare alla Editrice questo fatto, mi hanno detto che i dati sono di Amazon (il link delle statistiche di vendita è loro…) e in caso di tale divergenza dovrei, io, farmi dare la ricevuta di acquisto dalla mia amica, Mi sembra  siamo proprio fuori dalla logica. Quindi, se ci sono state vendite (come credo) a persone da me sconosciute e che non sono state registrate, come a questo punto temo, come posso fare ad averne il riscontro?
Visto come stanno le cose, anche per eventualmente adire per vie legali,  chiedo attraverso questa via (non ne ho altre) di inviare un appello a chi leggesse questa nota e avesse comprato il libro, specialmente amici e parenti che sembra (dalle statistiche) non lo abbiano fatto, almeno in numero sperato, di inviarmi gli estremi dell’acquisto: località e data, se non si ha la ricevuta di pagamento che sarebbe l’deale.
Guarda caso, ho un accumulato di “commissioni”, di 19 euro e rotti, se ntro la fine anno non arrivo a 30…non prendo nemmeno quelli.
Vi sono estremamente grato se poteste inviarmi notizie per mail all’indirizzo:

Da non credere:

Estimado Aldo,

Es lógico que no disponga de los datos personales de los compradores porque esa información no es pública, pero si algún familiar lo ha comprado o la señora que nos ha indicado, debe tener algún contacto con ella para solicitarle el justificante.

En cualquier reclamación se debe presentar una justificación y en este caso usted nos está diciendo que hay una compra, que nosotros debemos justificar con algún dato del pago a la plataforma Amazon.

Todas nuestras ventas están reflejadas a través de la plataforma y salvo la diferencia por la actualización de la página deben aparecer aunque le parezcan pocas. Esa información viene detallada en el contrato e incluso los pasos para la reclamación y no considero que deba cuestionarse una reclamación legal.

Le ruego que consulte con esos familiares que dicen haber comprado su publicación y le manden el justificante que por nuestra parte no hay ningún inconveniente en enviar una reclamación a la plataforma. No solemos tener problemas con estas gestiones ni con nuestros autores y usted como uno de ellos tiene el mismo trato, profesional por nuestra parte.

Entiendo que viva en Cuba, pero eso no le impide el contacto para enviarnos la información solicitada, si dispone de ella. Por nuestra experiencia y por ese motivo sale en el contrato de edición, muchas personas dicen haber comprado la publicación y luego no es real, y por este motivo la forma es tener el comprobante del pago de la compra, que usted nos reclama y nosotros debemos gestionar con la plataforma igualmente.

Quedo en espera de sus noticias para hacer todas las gestiones precisas por nuestra parte.

Gracias por su comprensión. Saludos



giovedì 9 novembre 2017

Obama, chi era costui?

Trumpone ha festeggiato il suo primo compleanno, della vittoria elettorale, rendendo esecutivi i decreti distruggi Obama che aveva annunciato a Miami per compiacere Marco Rubio (sponsorizzato dalla lobby delle armi e altri trinariciuti cubani residenti negli USA. Molti statunitensi che avevano provato il gusto e altri che lo avrebbero voluto provare, di viaggiare a Cuba, a desso si trovano di fronte a grossi ostacoli. Un altro esempio di democrazia e rispetto dei Diritti Umani. Cuba è l’unico Paese del pianeta che i cittadini USA non possono visitare liberamente. Lo strano è che ha lasciato “aperte” le rimesse famigliari e le crociere. Speriamo che non sia perché nella sua improvvisazione politica se ne sia dimenticato.

Nel frattempo il Governo cubano ha approvato alcune misure migratorie che facilitano il rientro dei cittadini di questo Paese che risiedono all’estero, anche se hanno lasciato il Paese in modo illegale.

lunedì 6 novembre 2017

Un secolo dall'Ottobre Rosso

Sono passati 100 anni dal 7 di novembre in cui l’incrociatore russo “Aurora” ha sparato il primo colpo di cannone, dalla Neva, contro le fortezze di  Pietrogrado. È stato il segnale d’inizio della “Grande Rivoluzione d’Ottobre” (secondo il calendario giuliano) che sollevava le masse di diseredati e oppressi contadini e operai russi contro lo Zar, l’aristocrazia in genere e la borghesia. Bene o male è stato il cambio di un’epoca e assieme alla quasi finita Prima Guerra Mondiale, in cui sono morti milioni di russi ha segnato anche, in pratica, il cambio di secolo, così come la Rivoluzione Francese ha anticipato il XIX.
La sua vita non è stata eterna, come sognavano Lenin, Stalin e molti altri loro compagni di avventura, comunque è stata esempio per altri popoli e altre latitudini, in altri tempi, di lottare per l’indipendenza e la sovranità, oltre a cercare una miglior condizione sociale. Che dire?

Slava Revoluzia!

Turismo, presente e futuro per Cuba

Cuba ha raggiunto, in questi giorni, i 4 milioni di turisti con 54 giorni di anticipo sull’anno scorso. Tutte le strutture danneggiate da “Irma”, specie nei Cayos della costa nord settentrionale sono stati riaperti alla grande. Mi viene il magone pensando a quando erano poche migliaia, ma mi sembra che il cammino intrapreso sia quello giusto anche per alleggerire il “bloqueo” che si fa sempre più opprimente.
Come già ho avuto occasione di dire, sono sorti molti alberghi nuovi, anche di lusso e l’offerta privata di vitto e alloggio è vasta e diffusa in tutta l’Isola.
Fra i progetti, ambiziosi di aumentare, oltre agli alberghi, le infrastrutture con campi da golf e parchi tematici. Al momento sono in avanzato stato di costruzione due nuovi grandi alberghi: il Packard e il Paseo y Malecón. Il primo sorge sull’area del “vecchio” e molto più modesto, di pretese e dimensioni Packard, il secondo in un’area dove sono stati demoliti edifici pericolanti e si affacciano entrambi sul Paseo del Prado di fronte al Malecón su lati contrapposti del Paseo. Il Packard è più arretrato rispetto al fronte del mare, mentre per l’altro si stanno studiando sistemi di difesa per eventuali tormente, uragani o comunque violente mareggiate, dato che solo la strada lo separa dall’Oceano.

In questa scalata che mira sempre più in alto, ci sono anche le crociere con la bellezza di 25 navi che ormeggiano nei porti cubani per la loro navigazione nei Caraibi.

sabato 4 novembre 2017

Embargo? No, "Bloqueo"!

In diverse occasioni di scambio, verbale o scritto, ho avuto occasione di rendermi conto che moltissime persone sono disinformate o male informate in relazione all’embargo degli Stati Uniti verso Cuba. La domanda più frequente è: “Ma Cuba non può comprare in altri Paesi?” Seguita da: “evidentemente non ha i soldi”.
Come si vede una nozione molto semplicistica. Il mal chiamato “embargo” che normalmente può essere parziale o totale e che vieta la vendita a un determinato Paese, nel caso di Cuba è un vero e proprio blocco commerciale, economico e finanziario, molto articolato e con deroghe che vengono applicate a discrezione del Presidente degli Stati Uniti che però non può abolirlo in toto, essendo Legge, deve essere votato dal Congresso.
Per rispondere alla prima domanda si può dire che Cuba può comprare in altri Paesi e lo fa in molte parti del mondo, ma il discorso non è il “comprare” se non “commerciare” quindi anche vendere, per ottenere i capitali necessari agli interscambi. Purtroppo ci sono molti prodotti sofisticati che si trovano solo negli Stati Uniti e Cuba non li può ottenere nemmeno da Paesi terzi, in quanto il cosiddetto embargo proibisce a chiunque la vendita a Cuba di prodotti del loro Paese o che contengano più del 10% di materiale nordamericano se fabbricati da imprese straniere, al di la dei costi di trasporto e dei tempi di consegna.
Questo, in linea di massima, il problema acquisti che peraltro non possono essere effettuati in dollari americani, ma devono essere fatti in altre valute con incidenza nei cambi. Cuba poi non ha accesso a crediti del FMI o istituzioni simili, controllate strettamente dagli Stati Uniti e molti istituti bancari hanno cancellato le loro relazioni con Cuba per paura di mega multe in cui alcuni di questi istituti sono stati vittime per aver fatto transazioni finanziarie con Cuba.
A questo si aggiungono le esportazioni, per rispondere alla seconda affermazione. Come si diceva, Cuba commercia, con difficoltà, con il resto del mondo, ma quanto ha perso in 55 anni e continua a perdere senza un mercato infinito come quello degli Stati Uniti, dove solo il rum e i sigari sono prodotti che avrebbero larghissima diffusione? Per non parlare di turismo e crociere, con porti come quello di Miami e altri della Florida, ma non solo che sono base di centinaia di crociere caraibiche che potrebbero toccare Cuba.
Ammesso che questa Legge statunitense possa aver avuto fondamento in un passato, ormai lontano, oggi è anacronistica, contro l’ordinamento giuridico internazionale, vista la sua extra territorialità, contraria anche agli interessi e diritti degli stessi cittadini degli USA e causa di gravi violazioni dei diritti, anche umani, di un popolo intero che ha visto e vede morire, nel corso degli anni, migliaia di persone di ogni età e sesso per mancanza di strumenti o medicine “made in USA”.
Il mondo, ancora una volta ha votato per far abolire questa Legge con 191 voti contro 2 (Stati Uniti e Israele), ma il mal chiamato “embargo” continua.

venerdì 3 novembre 2017

I Caschi blu esistono ancora...

Con relazione all’ (in)utilità dell’ONU, si è avuta, finalmente la notizia che i “Caschi blu” esistono ancora. Infatti in questi giorni stanno lasciando Haiti dove erano stati inviati per i soccorsi e aiuti ai danni dell’ultimo, devastante, terremoto di qualche anno fa. La domanda sarebbe: che tipo di soccorsi possono dare elmetti e fucili? Soprattutto se si trattengono per anni. Per contro, appena arrivato il contingente, perlopiù di personale asiatico, con le loro “cacche blu” si è verificata un’epidemia di colera, di comprovata origine dai loro accampamenti. Oltre a questo, molti dei loro “pisellini blu”, sono stati protagonisti di violenze sessuali su minori. Indubbiamente dei soccorsi eccezionali. 

Mamma, mi sono perso un Referendum

Anche per questo referendum siamo stati informati tempestivamente, considerata la distanza e le note difficoltà postali con l’Isola, infatti il 2 novembre è arrivata la cartolina di avviso per mia moglie, la mia non ancora.

Ma non c’è un’Ambasciata attraverso cui notificare?



mercoledì 1 novembre 2017

Visti...da lontano

Tra le misure a “difesa dei Diritti Umani” prese da Trumpone il magnifico (prepotente), c’è stata oltre alla riduzione, in generale, del personale in servizio all’Ambasciata all’Avana, la chiusura totale dei servizi consolari. Da molti anni esisteva un accordo migratorio che prevedeva la concessione di visti a non meno di 20 mila cubani ogni anno per ricongiunzione famigliare o semplicemente per risiedere negli Stati Uniti. Evidentemente, per far fronte a questa mole di lavoro, oltre ai visti per visite temporanee, ci voleva un nutrito numero di funzionari, oggi azzerato. Le pratiche relative devono essere dirette al Consolato Generale degli Stati Uniti a Bogotà.
Considerando che ci vuole un visto per la Colombia e che non ci sono voli diretti, ma bisogna andare via Panama, oltre alle spese di viaggio più vitto e alloggio, quanti cubani possono permettersi di andare (e poi tornare) a Bogotà per sostenere la necessaria intervista, magari per sentirsi dire che il visto non è stato concesso?
Ma, oltre a questo dettaglio, mai adottato nemmeno dai repubblicani più recalcitranti come Nixon, Reagan e i Bush padre e figlio, con l’espulsione dei diplomatici cubani a Washington, è rimasto un solo funzionario consolare in quella sede a far fronte alle richieste di cittadini statunitensi e di cubani residenti che hanno il sacrosanto diritto di effettuare viaggi al loro Paese d’origine.

Questi piccoli dettagli, oltre a molti altri, non sono stati menzionati dalla Paladina dei Diritti Umani nella sua dichiarazione di voto contro l’abolizione dell’embargo. 

Vittoria di Pirro contro il Pirla

Come volevasi dimostrare: tutto il mondo, meno due, hanno votato a favore dell’abolizione dell’embargo statunitense a Cuba. I due voti contro (Israele e Stati Uniti), hanno sostituito le rispettive, prime e uniche astensioni dell’anno scorso sulla scia dell’ “effetto Obama”.
Credo che per chi abbia seguito il dibattito, dall’inzio alla fine ascoltando le dichiarazioni di voto, sia risultato inascoltabile e vergognoso l’intervento dell’Ambasciatrice degli Stati Uniti; degno dei peggiori anni della “Guerra Fredda” e imbottito di falsità e ipocrisie, la più grande e incredibile è quella che “l’embargo è fatto per aiutare il popolo cubano”.

Ribadisco quanto scritto nel precedente post: ha ragione Trumpone quando dice che l’ONU non serve a niente e costa un sacco di soldi. Peccato però che dimentica la base della democrazia: 191 a 2 chi ha più ragione? 

Diamo a Trumpone quello che è di Trumpone

Fra le tante cazzate dette e fatte da Trumpone, in una bisogna dargli ragione: la ONU non serve a niente e costa un sacco di soldi. Le risoluzioni dell’Assemblea Generale non hanno nessun potere esecutivo, non sono vincolanti. Nonostante 191 Paesi del mondo votino una risoluzione, basta che 2 si astengano o votino contro che detta risoluzione che non viene applicata. Il Consiglio di sicurezza invece ha poteri vincolanti, ma… basta un “diritto di veto” che sia come non detto. I famosi “Caschi blu” che nelle intenzioni dovevano far cessare i conflitti armati dove sono? In Nord Africa e Medio Oriente, se ci sono, si dedicano a risolvere problemi personali. Tanto non hanno poteri esecutivi…

sabato 28 ottobre 2017

525 anni dalla "scoperta"

Sono passati 525 anni da quando, in un giorno come oggi, l’ammiraglio genovese (sembra nativo dell’entroterra piacentino), Cristoforo Colombo, poi naturalizzato e al servizio della Spagna come Crstóbal Colón, dopo aver toccato la prima terra americana nell’isola battezzata come San Salvador, oggi Watling nell’arcipelago delle Bahamas il giorno 13, giunse a “scoprire” la “terra più bella che occhio umano abbia visto”: l’isola di Cuba.

A questo proposito ricordo la visita del senatore Taviani, pure genovese, profondo studioso della storia di Colombo nel 1992 all’Avana, con la mostra itinerante sulla “scoperta”, in occasione del quinto centenario. In quell’ambito in un ricevimento offerto, l’Historiador dell’Avana, Eusebio Leal Spengler, coniò la formula dell’ “incontro di due culture” che preferiva a quella della “scoperta dell’America”.

venerdì 27 ottobre 2017

Aiuti italiani a Cuba

Dopo i 300 mila Euro consegnati come aiuto ai danneggiati dall'uragano Irma, l'Ambasciatore italiano Andrea Ferrari ha consegnato altri 500 mila Euro da utilizzare, congiuntamente all'Unicef, per il programma alimentare.

Trumpate ultrasoniche

Soltanto una testa di trump come Trumpone può pensare che qualunque persona anche d’intelligenza medio bassa, di qualunque parte del mondo, possa credere alla storia dell’ “aggressione con cannone a ultrasuoni” o altro aggeggio simile, attentando ai diplomatici statunitensi e loro famigliari presenti all’Avana. Storicamente, i diplomatici nordamericani non sono mai stati protetti in nessun altro Paese meglio che a Cuba,  a cui non giovava proprio in un momento in cui si sperava che le relazioni continuassero a migliorare e sognando nella fine dell’embargo che interesse avrebbe Cuba, “aggredire” dei cittadini statunitensi, per di più coperti dall’indennita diplomatica. Fra l’altro il Governo dell’Avana garantise (e non è difficile crederlo) di non essere assolutamente in possesso di tecnologie tanto sofisticate. Inoltre, guarda caso, le denunce sono s tate presentate tardivamente, senza poter dare accesso a eventuali riscontri al personale cubano qualificato. Non si è permesso visitare nessuna delle “vittime” o delle loro residenze. Parlando degli ultimi rimasti in suolo cubano, visto che la maggioeranza era già tornata in patria. Fra ke stranezze del caso risulta che nessun altro ha percepito tali rumori e che l’incaricato alla sicurezza statunitense, era ll’oscuro dell’accaduto ai suoi “proteggendi” fino a che tempo dopo, è risultato “esserne vittima” lui stesso. Ma non sono le sole stranezze del caso.

La forte puzza marcorubiana di voler rompere nuovamente le relazioni, dopo aver ridotto il personale all’Avana e l’espulsione di 15 funzionari da Washington è molto forte. Che gli strizzacervelli autori delle inchieste abbiano ragione?

sabato 21 ottobre 2017

Links del libro sulla rinascita del turismo a Cuba

http://www.amazon.com/dp/B0739ZJMYT http://www.amazon.com/renacimiento-turismo-visto-italiano-Spanish-ebook/dp/B073B33FYV

Tele incomunicazioni

Sappiamo tutti, o almeno tutti coloro che sono interessati al tema, che esiste un embargo statunitense che incide fortemente anche sulle comunicazioni. Che Cuba è circondata da innumerevoli cavi sottomarini in fibra ottica che che coprono tutta l’area dei Caraibi e non solo. L’unico cavo che tocca terra cubana, da qualche anno, proviene dal Venezuela. Ma il dubbio è legittimo, dal momento che è in corso una nutrita campagna di stampa e informazione sullo stato, presente e futuro, delle telecomunicazioni a Cuba. Sarà tutta farina dei vertici dell’unico operatore ETECSA o ci sono direttive superiori? Facciamo un riassunto: il primo capitolo riguarda la telefonia fissa, ormai in declino quasi ovunque. A Cuba si insiste nel voler potenziare questo servizio “d’accordo alla capacità e le linee disponibili nella zona richiesta”. Secondo la responsabile dell’Attenzione al Cliente, si sta cominciando dove possibile, ad effettuare i traslochi di linea in attesa da oltre tre anni. Naturalmente la scacchiera è vasta, secondo le zone, ci sono quartieri della capitale, ad esempio, in cui si ottiene anche in meno di 10 giorni. Dopo il “risanamanto” di chi ha chiesto da tempo il trasloco del telefono, secondo la disponibilità di linee si vedrà la possibilità di aprire nuovi contratti, secondo una scala di priorità a discrezione dell’impresa.
Al di la di spendere tempo e denaro in questa impresa, ormai sul viale del tramonto ovunque, non sarebbe meglio puntare gli sforzi in altre direzioni, come il ribasso delle tariffe e il potenziamento della rete telefonica cellulare? Secondo la citata funzionaria, ETECSA sta lavorando anche in questo senso, ma viste le difficoltà oggettive del Paese è ovvio che la coperta o ripara i piedi o la testa, altrimenti le due estremità si coprono solo in parte.
La telefonia cellulare è abbastanza diffusa, ormai, anche a Cuba nonostante i costi alti, rispetto al potere d’acquisto medio e il servizio, pur funzionando abbastanza bene, non è proprio al massimo delle possibilità.
Ma la “perla” più bella viene con Internet. Si sta pubblicizzando il “nuovo” servizio di “Nauta en el hogar” col quale si potrebbe ottenere il servizio domestico ADSL di Internet. E fin qua andiamo quasi bene. I problemi però sono diversi: chi non ha la linea in casa non può avere accesso al servizio. I costi (non ancora noti, almeno per i più) sembrano essere elevati e calcolati ina base alle ore di consumo mensili. Come l’attuale sistema telefonico a 56 (ma quando?) kbps, con la differenza che variano anche a seconda della modalità richiesta tra un minimo di 256kbps. e un massimo di 4Mb.
Al di la del fatto che anche questo sistema è in via di estinzione nel resto del mondo, non si capisce perché investire in strutture e infrastrutture: modem, cavi, sottostazioni eccetera. Questo sistema, come il normale servizio di telefonia vocale, basata su linee aeree, è soggetto a guasti e interruzioni dovute a diverse cause, per non parlare di un Paese soggetto a tormente tropicali e uragani. Anche senza questi estremi le linee si deteriorano per condizioni atmosferiche o interruzioni meccaniche (topi che mordono i cavi, per esempio).

Dal momento che ormai è presente anche qua la possibilità di usufruire della tecnologia Wi-fi, non sarebbe meglio concentrare gli sforzi quasi esclusivamente su quella che è sicuramente molto più economica per costi e gestione che la defunta ADSL? Mi sembra lapalissiano che aumentando il numero di utenze, si ammortizzano prima gli investimenti che indubbiamente sarebbero inferiori e fornirebbero veramente a TUTTI coloro che ne volessero e potessero, di usufruire dei servizi di telefonia mobile e internet.

venerdì 20 ottobre 2017

Addio alle armi? Ma quando mai...

In una recente conferenza stampa, l’ex rivale e adesso culo e camicia (chi sarà la camicia?) di Trumpone, il senatore per la Florida Marco Rubio (i cui genitori abbandonarono Cuba nel 1956, quindi con Batista al potere), commentando le richieste di regolamentazione della legge sulle armi, ha detto che le leggi ci sono per i cittadini perbene, mentre i criminali non le osservano. Pertanto è giusto che i cittadini ligi alle medesime abbiano tutto il diritto, previsto dalla Costituzione degli Stati Uniti, di essere armati fino ai denti. Ma, siccome i criminali non rispettano le leggi, è giusto dargli una mano? Probabilmente, poi, il nostro Marchetta, dato che viene foraggiato immensamente dalle compagnie produttrici di armi per le sue campagne elettorali, non conosce il detto: “l’occasione fa l’uomo ladro” che in questo caso potrebbe essere: l’arma fa il  franco tiratore o sparacchiatore all’impazzata.
In generale, quindi, negli Stati Uniti ci si può armare con estrema facilità, le leggi relative sono emanate dai singoli Stati e possono avere sfumature più o meno liberali o restrittive. Nel caso della Florida, uno può comprarsi qualunque tipo di arma, anche un carro armato o un aereo da combattimento. La difficoltà risulta essere, nel primo caso, che non può circolare per le strade urbane con i cingoli, ma ricoprendo i cingoli o le ruote con la gomma, non ci sono problemi. Nel secondo caso bisognerebbe disporre di una pista di decollo e atterraggio, cosa fra l’altro non difficile in un Paese dagli spazi infiniti.

Nelle foto (di qualche anno fa) scattate nella mitica US 1 nel tratto South West di Miami, in un banco di pegni, era in vendita questo blindato che seppur non avendo armi attive, non mi sembra proprio un veicolo per pacifiche scampagnate o per portare i bambini a scuola.



Il comportamente pubblico di Trumpone, visto dagli "strizzacervelli"

Sembrerebbe, secondo eminenti fonti specializzate che Trumpone non ci fa, ma ci è! Due dottoresse, specializzate in psichiatria e con un curriculum professionale impressionante, rettrici delle cattedre della materia nelle università di Harvard e di Yale, hanno pubblicato il libro “I pericoli dell’era Trump”, dove si raccolgono le opinioni di 27 di autorevoli esponenti della psichiatria e psicologia mondiale, i quali hanno analizzato il comportamento pubblico del Presidente, certo non hanno potuto effettuare un vero e proprio esame della persona. In ogni caso i 27 sono tutti d’accordo nel riconoscere forme narcisistiche, paranoiche e altre forme psicotiche unite all’incompetenza che potrebbe portare a una catastrofe mondiale. Manco a dirlo il libro va a ruba. A seguito di ciò, una petizione firmata da altri 63.000 operatori della salute mentale è stata presentata al Congresso perché inizi il processo di destituzione a norma dell’articolo 25 della Costituzione, relativa alle capacità di intendere e volere o gravi problemi di salute in generale che impediscano al Presidente in carica di svolgere le sue funzioni nel modo corretto.

martedì 10 ottobre 2017

Catalogna, indipendenza in questo modo?

Ma mi faccia il piacere! avrebbe detto il grande Principe.
Non sono certo simpatizzante di Mariano Rajoy, ma mi sembra che gli indipendentisti catalani siano partiti col piede sbagliato, oltre ad essere impreparati ad applicare immediatamente l’indipendenza totale e completa.
La Spagna, o meglio la Penisola Iberica è arrivata ai nostri giorni, forse più di ogni altro Stato europeo con le caratteristiche per potere o forse dovere, essere uno Stato Federale. È composto da popolazioni somiglianti, ma diverse o addirittura nemmeno somiglianti come i baschi. Lo stesso Portogallo, parte della Penisola Iberica, la sua indipendenza l’ha ottenuta storicamente da molti secoli e senza referendum, ma le caratteristiche generali sono abbastanza simili e la radice linguistica lo dimostra.
Credo che prima di questo passo, la Spagna, dovrebbe almeno istituire un referendum nazionale riguardante il sistema politico: Monarchia, prima abbattuta e poi lasciata in eredità dal fascista Franco, o Repubblica? Io sarei disposto a scommettere che la maggioranza sarebbe favorevole alla Repubblica e in questo caso, il secondo passo sarebbe quello di formare uno Stato Federale che pur rimanendo politicamente unito, garantirebbe una grande autonomia economica e di Leggi locali, adeguate alle proprie esigenze.

Questa mezza dichiarazione d’indipendenza, credo non vada da nessuna parte se non a quella di ulteriori lacerazioni anche all’interno della stessa Catalogna.

Cuba, Italia e gioco del Calcio

Il nostro connazionale Lorenzo Mambrini che lo scorso campionato ha portato al successo la squadra di Santiago de Cuba è stato promosso, almeno formalmente per questioni burocratiche, come “secondo” della Selezione Nazionale del Calcio cubano. Contestualmente è stato anche nominato responsabile principale della squadra di Città Avana che lo scorso campionato è tragicamente retrocessa alla serie inferiore, con la speranza che la riporti nella categoria maggiore.
Alla guida della Nazionale Cubana c’è già stata la non felicissima esperienza di un tecnico italiano agli inizi degli anni ’90, si chiamava Campari, non ricordo il nome, e proveniva dalle incipienti squadre femminili italiane. Dichiaratosi entusiasta delle reali, potenzialità degli atleti cubani era convinto di poter ottenere grandi risultati con metodi non tradizionali, ritmo musicale compreso. In effetti le carenze magggiori sono nell’impostazione tecnico tattica. Non ricordo se rimase anche per il secondo mandato, ma credo che se così fu, non lo terminò.
Non conosco Lorenzo Mambrini, ma ovviamente gli faccio i migliori auguri per la sua carriera cubana, sia di club che di Nazionale.
A proposito di Italia, ricordo un altro fatto non proprio diretto, vista la sconosciuta reale nazionalità del personaggio che però si è consacrato in Italia, dopo Barcellona da dove si è portato nentemeno che Luis Suarez, particolarmente nell’Internazionale e già sulla via del declino, per ragioni di età ha finito la carriera nella Roma: il Mago Helenio Herrera.
Ricordo un colloquio con l’allora Presidente della Federazione Cubana di Futból, José Reinoso, mentre si trovava in vacanza a Cuba con la Moglie Fiora Gandolfi.
Ci trovavamo nella hall dell’Habana Libre, dove si erano dati appuntamento con l’amanbilità di invitarmi. HH, ormai anziano e in pensione a Venezia, città della sua signora, si offrì gratuitamente di fermarsi o tornare a Cuba per alcuni mesi per dare un seminario e trasmettere l,e sue esperienze e conoscenze agli allenatori cubani. A quei tempi il Calcio, a Cuba, contava come il 2 a briscola e le condizioni politiche ed economiche non erano mature per quel passo che avrebbe, forse, essere stato abbastanza d’aiuto, se non importante. Nun ce allargamo, come si dice a Milano. Prova contraria non esiste, ma fu l’inizio di alcuni miei disaccordi con Reinoso che poi fu l’artefice della venuta di Campari.
Il tempo guarisce tante cose e trovandomi casualmente, al mio ritorno a Cuba a vivere a 50 metri da casa di Reinoso, siamo tornati amici e tra una chiacchiera e l’altra abbiamo ricordato il fatto, dove si è giustificato come indicavo sopra, L’arrivo di Campari avvenne qualche anno dopo e il Calcio cubano continuava a valere come il 2 a briscola…
Come altra curiosità mi hanno detto che un 16 enne figlio di padre italiano e madre cubana, cresciuto in Italia dall’età di tre mesi, sta giocando nelle minori del Torino con buona possibilità di esordio in serie A.


domenica 8 ottobre 2017

50 anni, da mito alla posterità

 Oggi ricorre il 50° della caduta in combattimento di Ernesto Guevara de la Serna, dai cubani soprannominato "Che", per quel suo intercalare tipico argentino. Catturato e ferito in un'imboscata dell'esercito boliviano venne rinchiuso nella piccola scuola della località di Higueras e ucciso a sangue freddo. Famosa è la foto che ha circolato nel mondo che lo vede nella posizione del "Cristo" del Mantegna.
Passato alla posterità, a dispetto dei suoi nemici, sopratutto nella zona di Valle Grande, dove è stato sepolto in una fossa comune scoperta 20 anni fa, viene addirittura santificato e posto sugli altari con altri simboli della religione cristiana.





venerdì 6 ottobre 2017

Trumpone manda a cagare i portoticani

Un centinaio di gaudenti comparse, presenti all’arrivo di Trumpone, applaudivano e acclamavano quel tipo con la faccia da trump, mentre li mandava felicemente a cagare lanciandogli rotoli di carta igienica che probabilmente, solo per lui, significano aiuti umanitari, dopo oltre due settimane da una catastrofe immane. Ma credo che la vera intenzione fosse proprio la prima.

mercoledì 4 ottobre 2017

Ma Portorico e le Isole Vergini dipendono dagli USA o no?

Trumpone (dopo due settimane dal Passaggio di Maria) è arrivato a Portorico, naturalmente cibi e bevande se le è portate dal continente e le strade principali sono asciutte. Gli abitanti vivono ancora nell’indigenza più assoluta. Peccato che non vada più spesso a Las Vegas dove ci sono stati 59 morti e oltre 500 feriti per una sparatoria (sic!). Ma si sa nel Paese dei Diritti Umani, ogni cittadino ha diritta a tenere (almeno) un’arma per difendersi. Peccato per i non cittadini che si trovano da quelle parti.

Per autoerotismo ha ordinato il rimpatrio, di 15 diplomatici dall’Ambasciata di Cuba a Washington. Dice: “per reciprocità”, ma i suoi diplomatici li ha ritirati lui, non sono mica stati espulsi. Sta di fatto che le relazioni consolari: visti, riunificazioni familiari ecc., stanno precipitando a livello degli anni ’60. Del secolo scorso.

lunedì 2 ottobre 2017

Riaperto il Malecón

Alle 18.30 di ieri è stato riaperto al traffico il lungomare avanero che va dalla Puntilla a Prado. I danni maggiori da riparare sono stati nel tratto prospiciente la Calle "G". I lavori calcolati in 2 mesi sono stati eseguiti in soli 20 giorni. Ovviamente per la riapertura del manto stradale. Gli edifici danneggiati sul Malecón e dintorni, sono ancora molti.

sabato 30 settembre 2017

In milanese il neologismo suona benissimo

Ma fà minga el trump!

Il Mentitrumpone

Come un vero e proprio prestidigitatore da strapazzo, il Trumpone ha trasformato i presunti malesseri avuti da alcuni suoi diplomatici e famigliari, in motivo per iniziare a ridurre del 50% il personale nordamericano presso l'Ambasciata dell'Avana, adducendo che Cuba è un "Paese a rischio per i cittadini statunitensi". Guarda caso questi "rischi" si sono "scoperti" solo dopo la sua nomina a Presidente e gli oltre 250 mila cittadini del suo Paese che hanno visitato Cuba solo in quello che va dell'anno, senza poter esse definiti turisrti, non hanno ricevuto nessun danno fisico o morale. Come mai queste misure senza presentare uno straccio di prova concreta e dopo che i presunti "danneggiati" sono felicemente rimpatriati?
Credo che non esista in nessuna lingua un aggettivo dispregiativo per definire tale personaggio, però si può sempre creare un neologismo valido in ogni idioma: "trump".
Nel frattempo quel trump di Trump ha deciso di visitare Portorico il 12 ottobre, "solo" dopo due settimane dopo il passaggio dell'uragano "Maria" che ha raso al suolo l'Isola e i suoi tre milioni di abitanti, tutti con passaporto statunitense. Nel frattempo all'aeroporto semidistrutto si formano lunghe code di chi può permettersi di lasciare il Paese dove non c'è nemmeno più da mangiare. Al di la della pressoché totale assenza di servizi pubblici, ospedali compresi.

venerdì 29 settembre 2017

giovedì 28 settembre 2017

Saluti da Jaimanitas


Jaimanitas si sta leccando le ferite, come quasi tutto il Paese, ma la ripresa dei servizi essenziali è stata rapida e efficace, ci sono solamente pochi casi isolati, in situazioni geografiche veramente complicate che non hanno riavuto corrente, telefoni e acqua. Molte sono le strade, anche importanti, interrotte per l'erosione causata dalla penetrazione del mare che ha aperto vere e proprie voragini, a partire dal Malecón avanero o la "Via Blanca" nella zona di Santa Cruz del Norte.
Enormi danni al sistema agricolo e i provvedimenti governativi di sussidi e aiuti in tutti i campi della vita quotidiana sono esemplari e credo unici al mondo.
Sono però ancora inagibili le strutture turistiche de "los Jardines del Rey", le isole al nord di Villa Clara e Ciego de Ávila che hanno subito danni ingentissimi, incluso nelle vie di accesso costruite con posa di pietre sul mare per costruire le strade atte a raggiungerle via terra.
La nota positiva è che si è ristabilita la riserva di acqua nei bacini del Paese nei quali, in molte province del centro e oriente la situazione determinata dal lunghissimo periodo di siccità stava diventando estremamente critica.

In ogni caso Irma se n'è andata, Trumpone invece resta e adesso è venuta alla luce la presunta indisposizione indotta di alcuni diplomatici statunitensi e loro famigliari, in missione all'Avana non sono note cause ed effetti. Nemmeno nei tempi di tensione maggiore è successo qualcosa di simile e le indagini fornite da parte di medici e scientifici cubani, con appoggio di nordamericani, non ha portato a conclusioni che ci siano cause dolose. Sembrerebbe, infatti, che "misteriose apparecchiature" fornite da un tecnico della NASA, abbia causato disturbi auditivi ad alcuni diplomatici statunitensi, canadesi e loro famigliari. Ma Trumpone e i suoi amici di Miami usano il presunto, misterioso e non provato fatto con vista a una nuova chiusura delle Ambasciate

martedì 26 settembre 2017

In Trumpon and Democracy we trust...or not?

Non è umanamente possibile che esista un Presidente, di qualunque Paese di questo mondo all’altezza…oops! bassezza di Trumpone. Il biondo cangiante, o non parla, come nel caso di Portorico “Stato libero associato” agli USA, sul quale non ha espresso la minima parola non dico di solidarietà, ma proprio di commento, oppure dice mostruosità tipo che “al Messico ben gli stanno i terremoti”. Se ogni popolo ha il Governo che si merita, siamo veramente al fondo del barile. Si dice che è stato eletto democraticamente. Bene, all voce “democrazia” il dizionario, fra le altre cose dice: “potere del popolo che si esprime attraverso i suoi rappresentanti (….)”. Ebbene la “democrazia degli Stati Uniti permette che un Paese Federale composto da 50 Stati, possa avere un Presidente per mezzo di una legge che premia la vittoria elettorale per numero di Stati. Ovvero su 50 è sufficiente che due Stati che abbiano un potere economico e demografico dello 0.1% diano il numero di maggioranza degli Stati, per avere un Presidente. La somma totale degli abitanti con diritto al voto (sarebbe anche bello sapere chi ne ha e come) in pratica è successo anche in questa occasione con un Presidente eletto, nella fattispecie con oltre due milioni di voti popolari in meno.
Dopo le parole i fatti: Trumpone ha tolto dalla lista dei Paesi a cui è negato, a priori, il visto d’ingresso agli Stati Uniti il Sudan e vi ha inserito il pericolosissimo Venezuela. Non ha nemmeno avuto “l’acume” dei suoi predecessori di fare una “ley de ajuste”, tipo quella per Cuba, per cui raccoglierebbe tutti quelli che vorrebbero fuggire dal terribile regime “comunista” del Venezuela, dove si vota in continuazione ed esiste il pluripartitismo. Forse sarà per quello?
Con discorsi degni del “miglior” Hitler, adesso poi sta distruggendo gli sport più popolari nel suo Paese, dopo il Basket ha cominciato col Football Americano, a quando il Baseball?

In ogni caso, visto i tempi che corrono, non solo negli USA, sarei del parere di rivedere la voce discendente dal greco antico con: “facoltà del popolo di scegliere i rappresentanti che li deruberanno e maltrattranno meglio, con facoltà di peggiorare nel mndato successivo.  

lunedì 18 settembre 2017

Aspettando Maria

Dopo Irma, stiamo aspettando Maria, non so se per cattivo gusto o per scaramanzia le abbiano dato il nome della Madre della Fede Cristiana. José si è spostato verso nord danneggiando le Bahamas del nord e probabilmente le Bermuda. La strada di Maria, invece, sembra diretta verso le Antille e i Caraibi. Secondo previsioni ancora forzatamente premature, sembrerebbe che le condizioni atmosferiche generali che peraltro possono cambiare, le aprirebbero un “canale” che sfiorerebbe la punta orientale di Cuba, peraltro ancora  sotto shock per Mathews, l’anno scorso e per la fresca, fresca Irma, per poi virare decisamente a nord. La distanza di Oceano ancora da percorrere da grandi possibilità di un aumento d’intensità nel suo tragitto, arrivando da queste parti come Uragano di Grande Intensità: categoria da 3 a 5 nella scala Simpson-Shappire. Nel momento di questo post sta passando sulle Piccole Antille, già rase al suolo da Irma, con categoria 2
Nel frattempo, in questa zona prevalentemente baciata dal clima e dai vacanzieri delle latitudini nord (o anche sud, specialmente a seconda delle stagioni) il Messico non ha niente da invidiare a nessuno in fatto di catastrofi, infatti contemporaneamente al “piccolo” uragano Max di categoria 1, ha ricevuto una delle più grandi scosse di terremoto a memoria d’uomo: scala 8.2 Richter. Paragonabile solo a quello del 1985 che fece stragi nella capitale del Paese.
Come ciliegina aggiungiamo che hanno Trumpone come vicino di casa…

Disgrazia o tragedia?


                     Cartolina ricordo di Irma, senza amore...

sabato 16 settembre 2017

Irma, la non dolce

Giorni or sono, mentre “Irma”(non certo la “dolce” come nell’omonimo film) si approssimava alla costa nord dell’oriente cubano, ho ricevuto una mail da un amico il quale mi comunicava che i “pessimisti” prevedevano una catastrofe all’Avana. Guardando i pronostici emessi continuamente dal Servizio Meteorologico e dalla Difesa Civile ho sottovalutato con ottimismo e leggerezza la situazione. La traiettoria era sul mare, parallela alla costa nord, con possibilità di toccare terra in alcuni punti delle regione centrale. I Cayos della zona ne sanno qualcosa come le province di Villa Clara, Ciego de Ávila e Sancti Spiritus. Il problema da me sottovalutato era l’ampiezza di tale perturbazione di categoria 5,  ovvero il massimo previsto dalla Scala Sapphir-Simpson con venti di circa 290km/h con raffiche di oltre 300 e che il raggio (oltre 100km. per un diametro di più di 350 del sistema) attorno all’occhio, manteneva la potenza dei venti, seppure non massimi, ma attorno ai 200kmh, penetrava sul territorio cubano. Altro mio ottimismo è stato che il cono di traiettoria, prevedeva una curva a nord (che c’è stata), prima di raggiungere le coste dell’Avana, ma anche qua ho sottovalutato l’ampiezza del fenomeno atmosferico. Naturalmente “catastrofe” è un termine relativo e si può usare in differenti contesti, nel caso specifico non si può paragonare la catastrofe di Barbuda o Saint Martin (le peggiori), o quelle di altri Paesi toccati più direttamente. In ogni caso Cuba è stata toccata duramente dal settore sud dell’uragano che fra l’altro è quello che portava la maggior parte dei venti di grande intensità, facilitata dalla fase di luna piena e dall’alta marea della notte. Il risultato, comunque catastrofico, è stata una penetrazione del mare mai vista a memoria d’uomo con la saturazione completa dei tre tunnel dell’Avana, diversi crolli, la sospensione di corrente  e telefono (di internet non se ne parla se non da alcuni “punti Wi-fi) che se per noi è stata di circa 4 giorni, in altre zone prosegue. Personalmente ho subito la seconda inondazione della mia Polsky Fiat 126, con l’aggravante che questa volta si tratta di acqua salata e non di pioggia. Insomma, se al tutto c’è il peggio, la nostra piccola “catastrofe l’abbiamo avuta anche qua. Bisogna riconoscere che le autorità nazionali e locali hanno mobilitato tutte le forze possibili per la prevenzione e il recupero raggiungendo fasi di riabilitazione in tempi brevi, lavorando duramente 24 ore su 24, escludendo i casi più difficili e complicati che richedono qualche tempo in più. Grande disciplina e solidarietà da parte della popolazione in generale.